Tornerei mai a vivere a Londra?

Mi sono fatta questa domanda un sacco di volte da quando l’ho lasciata.
Penso di essermi bloccata nel limbo dell’eterna indecisione dove non so davvero dove fermarmi.

Londra? Bristol? Shrewsbury? Italia? Sydney? Europa? Mondo???

DOVE DOVE DOVE???

Londra.

Londra l’ho amata da impazzire ma odiata da morire!
Però mi manca.
Alle volte penso e faccio programmi per un rientro e poi ricordo perché ho voluto andar via e ho paura che se mai ritornassi dopo un primo periodo di luna di miele la potrei odiare di nuovo. È strano come la nostalgia fa vedere solo cose positive, e fa addirittura mancare quel vento che schiaffeggia leggermente la faccia quando sta per arrivare il treno dentro la metropolitana.

È una bellissima città, con un sacco di cultura, arte e freedom. A Londra c’e tutto l’immaginabile, ma poi quando si vive li, passa la voglia durante il fine settimana di prendere il treno per vedere questo immaginabile.
Secondo me chi emigra in UK un periodo a Londra lo deve fare, per capire e scoprire in profondità quello che la città ha da offrire, che questa metropoli non fa così paura (guardate me, c’è l’ho pur fatta da sola) ma anche per apprezzare molto quello che c’è al dì fuori di Londra.

Come dice il Mio English Man ci sono 4 fasi di vita a Londra:

  • Quando arrivi, innocente e un po’ impaurito da questa metropoli affascinante
  • Quando ti integri e diventi un londinese
  • Quando diventi maleducato e costruisci un muro attorno a te e smetti di sorridere
  • Quando decidi cosa fare: rimanere o andare

Ho vissuto a Londra per 11 anni, me la sono goduta fino in fondo soprattutto agli inizi, quando tutto era nuovo e possibile. Poi, con gli anni, tutto ha iniziato a pesare. I miei obbiettivi di vita sono cambiati, e così anche le mie necessità.

L’ho girata e rigirata in tutte le direzioni, la conosco modestamente bene (direi come le mie tasche). Ho lavorato in diverse parti di Londra, dalla City, a Kensington, a Oxford Circus, fino ad arrivare nella località trendy di Shoreditch. Viaggiavo sempre (o quasi sempre) con l’autobus, la metro mi faceva troppa impressione. Ho smesso di usare la tube una settimana prima degli attentati del 2005, mi faceva star male, troppa gente. Mi sono fatta viaggi sudata e schiacciata con la faccia contro il vetro, come una sardina in scatola. Col tempo sono diventata un esperta di autobus tanto che al lavoro mi chiedevano che bus prendere per andare da qualsiasi parte (me il ricordo ancora i numeri e le destinazioni degli autobus).

Ho sempre vissuto a nord, per qualche motivo sembrava più casa. Ho cambiato casa 10 volte in 11 anni (adesso capisco perché mi sono spaccata la schiena). Cambiare casa è normale come cambiare lavoro, sono rari i casi di chi si ferma più di due anni nello stesso posto.
Sempre in affitto, tra stanze in share houses, o flat completo.
Gli affitti sono alti a differenza delle altre città in UK, ma c’è dà considerare che gli stipendi sono alti e permettono di vivere e non sopravvivere (almeno questa è la mia esperienza). Io c’è l’ho fatta lavorando da Starbucks e da HeM, sempre in share house, ma non ho mai fatto la fame. Se, invece, si perde il lavoro (come è successo a me – sembra una costante della mia vita) allora li è tutta un altra questione.

Comprare casa è un lusso, a meno che tu non sia un miliardario o hai sposato un milionario/a, casa a Londra vuol dire casa in culonia, alla fine delle metropolitane in zone dalla 4/5 in su. Noi ci abbiamo provato 2 volte, ma sempre in zone subito fuori Londra per poi tirarci indietro all’ultimo minuto perché il costo dei trasporti per entrare e uscire dalla città era insostenibile.

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Harrods, Bur rosso, cabina telefonica rossa.. Più Londra di così

Quando si vive a Londra, c’è solo Londra. Il resto non esiste. I londinesi hanno una strana mentalità (me compresa quando abitavo lì), prendere un treno per visitare un altra città e fuori questione, sembra troppo distante. Quindi si tende a rimanere in zona.
Quando vivevo a Bristol per visitare Londra ci mettevo 2 ore di treno, e per andare dalla mia amica che abitava a sud di Londra, da Paddington Station a casa sua ci mettevo ben 2 ore. Quindi capisco anche la poca voglia di fare gite fuori porta.

A Londra non si trovano inglesi, ironia ma verità. La maggior parte delle persone che si incontrano a Londra sono straniere. L’inglese c’è ovviamente, ma difficile da trovare (il mio l’ho conosciuto al lavoro quando ho iniziato a lavorare in ufficio come web designer).

Londra mi ha dato tantissimo: ho conosciuto molte persone di diverse culture; mi ha dato il mio English Man; amicizie per la vita; mi ha dato una carriera; mi ha fatto conoscere uno stilr di vita completamente nuovo da quello di cui ero abituata.
Allo stesso tempo Londra mi ha invecchiata, indurita, stressata e distrutta.

Quando sono iniziate le prime malattie e dolori, Londra non è stata per niente gentile, anzi. Sono stata cacciata dall’A&E (prontosoccorso) perchè non stavo morendo e non ero un caso urgente. Ma per poter vedere il medico di base mi ci volevano 3 settimane.

Cosi un bel giorno di agosto del 2014, mi ritrovai con la faccia sulla moquette. Mi svegliai con un forte dolore alla spalla sinistra, sembrava una pugnalata e mi tolse il fiato e persi i sensi. Il mio English Man, che appena operato, non si poteva abbassare, con il suo piede sinistro mi accarezzava la mano destra e io con le dita della mano destra accarezzavo il suo piede. Nel mega dramma della situazione scoppiammo a ridere e prendemmo la grande decisione di lasciare Londra una volta per tutte! Era agosto, e lasciammo la metropoli l’anno dopo in aprile. Bristol era la nostra futura meta.

Per una questione di sfige lavorative, l’amatissima Bristol ci prese a pesci in faccia. Dopo una serie di discussioni e chiacchiere io e il mio English Man decidemmo di ritornare nella metropoli.
Ci eravamo messi in contatto con i nostri vecchi lavori, avevamo guardato case in affitto nelle zone che conoscevamo. Per poi svegliarci tutti e due una mattina con quel magone allo stomaco per guardarci negli occhi e in unanime “Non so se ce la posso fare di nuovo”.

Ma cos’è che mi manca cosi tanto di Londra:

  • I colori della multiculturalità: ho conosciuto persone da diversi paesi del mondo.
  • I negozi aperti sempre fino a tardi
  • La vita, c’è sempre movimento a qualsiasi ora del giorno o della notte e in tutte le zone di Londra
  • Le tantissime opportunità lavorative
  • Ben 3 aereoporti che ti fanno viaggiare in qualsiasi  parte del mondo e anche a buon prezzo vista la concorrenza
  • La moda! Puoi uscire come cavolo ti pare e non dai nell’occhio.
  • I ristoranti, tutte le varie nazionalità di ristoranti. E anche la buona pizza italiana, fatta da italiani con prodotti italiani che non mi fanno aprire un mutuo per mangiarla
  • Gli stipendi. Purtroppo si, fuori Londra la vita costa molto meno, e gli stipendi si abbassano miseramente. Una volta ero “ricca” ora “ce la faccio”.
  • Le amicizie. Quelle amicizie che sono cresciute con me, che hanno passato le stesse cose che ho passato io. Forse un po’ da sbruffona, quando abitavo là dopo qualche anno non volevo più fare amicizie nuove, ne avevamo abbastanza. Poi la necessità di una città nuova mi ha messa alle strette per rifarmi valere.
  • Quel buzz magico che solo una grande città ti può dare. Passi da zona a zona  l’ambiente cambia completamente
  • I trasporti. Ad ogni ora del giorno e della notte e coprono tutta la città (centro e periferie)

Ma allora perché sei scappata:

  • Comprare casa è una missione impossibile (non è per tutti), ero stanca di abitare in affitto o vivere come in campeggio, volevo una casa mia. Non potevo avere un animale domestico, molti affitti hanno la clausola “no pets no children”
  • I trasporti. Li odi con tutto il cuore. Mancanza d’aria, stazioni della metro chiuse per via dell’afflusso immenso di gente durante le ore di punta
  • Arrivare al lavoro alle 9 di mattina stremata dalla commute, mi sembrava di fare la maratona tra autobus e treni. Il giorno peggiore era il lunedì di pioggia, tutto bloccato gente incazzata
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Una delle tipiche mattinate, sulla via del lavoro. Metro chiusa. Cazzi tuoi come arrivare a destinazione. C’è solo un pochino di gente
  • La freddezza della gente. La gente non sorride, nessuno si ferma per strada a fare quattro chiacchiere. C’è un video molto bello che rispecchia la durezza e il muro che i londinesi si costruiscono attorno per proteggersi (me compresa). Ricordo un giorno ero a Londra per lavoro con i miei colleghi di Bristol, eravamo gli unici sulla metro a ridere e scherzare. Fa impressione, ma quando ci vivi non lo noti e il muro lo costruisci pure tu.
  • La stanchezza. Ero sempre di corsa, mai un attimo per fermarmi, e i fine settimana quando avevamo i giorni liberi li passavamo sul divano.
  • La frettolosità, tutto dev’essere fatto in fretta! Quando lavoravo da Sturbucks avevamo i minuti contati: quando un cliente metteva il piede in negozio fino a quando se ne usciva col caffè.
  • Gli attentati. Purtroppo negli ultimi anni sono aumentati. Come dicevo, io cero durante le bombe del 2005. E c’ero pure l’anno scorso durante un falso attentato, per via di una litigata nella metro. Ma grazie a degli imbecilli ho perso 20 anni della mia vita e mi sono fatta tutta grigia. Quindi i terroristi hanno fatto bene il loro lavoro.
    Ma la cosa straordinaria è come Londra si rimette in piedi il giorno dopo. In Italia facciamo settimane di lutto e tutto si blocca. Qui no, tutto va vanti tutto continua. La città è abituata agli attentati dai tempi dell EIRE. Vivendo qui ho imparato sulla pelle il significato di “keep calm and carry on” che viene davvero applicato dai londinesi (e inglesi in generale)
  • La sanità. Io e la sanità inglese non andiamo d’accordo. Sarà pure gratis, e sarà anche l’orgoglio nazionale, ma preferirei pagare e avere il cuore in pace piuttosto di essere dimessa senza spiegazioni. Vi racconterò perché in un altro blogMa a Londra la sanità mi ha presa a calci in culo un po’ di più del resto della UK, dove almeno i medici mi ascoltano quando ho problemi (va be sono diventata pure ipocondriaca grazie alle mie esperienze qua)

Con tutto questo non voglio dire che Londra è malefica, no! Semplicemente Londra non fa più per me. I miei obiettivi di vita sono cambiati e ho avuto l’occasione e il supporto del mio compagno per prendere direzioni diverse. Alcune persone che conosco ci vivono benissimo e l’adorano, e non ce nulla di strano o sbagliato in questo. Altre persone invece non hanno la possibilità di lasciarla, e fanno di Londra la loro casa.

Per me Londra avrà sempre un posticino del mio cuore e mi darà sempre quel senso di casa e di avventura che ho provato in 11 anni. Sono contenta di aver vissuto li, e non ho nessun rimpianto sulle storie, le avventure e le amicizie che ho incontrato, sono un ricordo irremovibile!

E chissà magari i miei obiettivi cambieranno di nuovo, tanto io cambio idea come gira il vento  😉

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