Come uscire sani e salvi dall’Ikea

Questo post non ha nulla a che vedere col vivere all’estero. Ma siccome ho cambiato casa tipo 1000 volte da quando vivo all’estero, associo l’Ikea ad un esperienza straniera.

Ho avuto il “piacere” di visitare ben 5 Ikee diverse: 2 a Londra, a Bristol, a Birmingham e ad Atene. E sono tutte uguali!

Le persone che frequentano l’Ikea di solito sono coppie, famiglie o single che stanno attraversando uno dei momenti più stressanti della loro vita: IL TRASOLOCO!

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La via dei pacchi

Questi personaggi che mettono piede nel negozio svedese sono estremamente stremati dalla stanchezza, hanno passato settimane a impacchettare e spacchettare, a contare ogni singolo centesimo, a discutere e litigare con agenzie di affitto, legali, notai etc.

Per mia esperienza, io e il mio English Man abbiamo escogitato un piano d’attacco durante gli anni di traslochi, ma ogni volta fallisce e ci ritroviamo puntualmente nel girone dei mobili d’inferno di Dante Alighieri (anche se l’inferno di Dante a confronto dell’Ikea mi sembra più una passeggiata).

Se una coppia passa il test Ikea è garantito che sarà una coppia di ferro, i problemi della vita non sono nulla a confronto di quelle ore passate dentro l’Ikea a provare mobile e a litigare.

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Il mio English Man che misura i mobili, ovviamente il metro e’ rimasto a casa

Ci sono 4 fasi fondamentali durante le visite all’Ikea:

Prima Fase:

“La nostra testa ha rimosso completamente l’ultima esperienza all’Ikea, quindi ci facciamo lo showroom per vedere cosa comprare”.

Si parte di prima mattina durante il sabato, per fare prima ed evitare la ressa del weekend.

Si entra a stomaco vuoto, solo con quel caffè preso all mattina perché nella casa nuova o vecchia il frigo è vuoto, e stai vivendo di take away.

Primo errore: mai entrare a stomaco vuoto, bisogno sempre portarsi dietro delle barrette energetiche o cioccolata per darti forza durante il “tragitto” tra i mobili. Da brava montanare che sono dovrei sapere che quando si scala una montagna bisogna sempre avere della cioccolata a disposizione.

Pipì all’ingresso, non scordatevi di fare pipì! Il secondo bagno si trova all’uscita, e non saprai quante ore passerete all’interno dello stabile. Il tempo passa e tu non te ne rendi neppure conto e sei ancora lì dopo 2 ore a provare e riprovare il primo sofà che vedi.

“Freschi” come dei caci maturi, si inizia il giro nello showroom, e si riempie il carrello di cazzatine inutili, perché tutto sembra inizialmente bello. Dimenticando perché sei lì, e che ti devi concentrare sulle cose importanti: I MOBILI.

A metà strada, i primi segni d’insofferenza si fanno sentire: calo di zuccheri e disidratazione (si, perché ti sei scordato pure la bottiglietta dell’acqua), e iniziano i primi battibecchi con il tuo compagno/compagna. Ti rendi conto che non sono più le 9 di mattina ma bensì le 11 e la gente inizia ad arrivare, e la claustrofobia inizia a salire.

Sempre a metà strada ti rendi conto che non hai combinato un cazzo e che non hai nulla di concreto tra le mani, e devi ancora farti tutto il magazzino per vedere cosa si riesce ad infilare in macchina. E si comincia con la prima litigata sul colore di una sedia, che non comprerai mai, ma in quel momento quella sedia ha l’importanza di un rene.

Crisi! Pianti, grida davanti a tutti, momenti di: “Dov’è la porta che me ne vado” ma sei a metà strada la testa ti gira c’è un sacco di gente e non capisci dove diavolo sei.

Minaccia di lasciare il compagno/a, anche se avete appena comprato casa, state litigando sul lasciarvi per sempre. L’Ikea dovrebbe provvedere uno psicologo di coppie durante le varie fasi dello showroom.

“Calma”: ci si rende conto che nonostante in quel momento vi “odiate”, siete voi contro il mondo (dei mobili), e in un modo o nell’altro dovere farvi forza e cercare una via d’uscita. Quindi ricorrendo al sistema dei cammelli, cercate quel pochino di zucchero rimasto nel corpo e vi fare coraggio.

Uscite dallo showroom assieme in silenzio, attraversate il magazzino e ricominciate a parlare con una voce di chi si è appena svegliato, e ce la fate a raggiungere le casse.

Vi fermate brevemente al mini supermercato svedese a comprare qualsiasi cosa che abbia forma di cibo e bevanda, per scoprire che avere scelto proprio quella con il sapore acido o che sa di strano, per uscire stremati, con i brividi e stanchi.

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Sfighe da trasloco

Seconda Fase

“Piano d’attacco, abbiamo il furgone, non si deve perdere tempo”.

Passano dei giorni tra la prima visita e la seconda. Questa volta furbamente decidete di andarci di lunedì mattina ed evitare il weekend. Vi portate nelle tasche le barrette di cioccolata, e iniziate a consumarla durante il tragitto nel furgone.

Si arriva, e si va dritti a fare colazione. Non importa se il cibo fa cagare, o se ci hanno messo carne di cavallo, bisogna inserire del cibo nel corpo.

Fatta colazione, pausa pipì.

E via, si entra, sta volta sempre freschi come cachi maturi, ma con un po’ di energia da Superman e Wonder Woman. Si evita lo showroom, hai passato cosi tanto tempo dentro all’Ikea durante la prima visita che adesso sai le scorciatoie. Si entra in magazzino e da business mood, inizi a riempire il carrello di quello che ti serve.

Durante la visita precedente hai segnato gli scaffali e sai dove si trova tutto. Ad eccezione di alcune cosa che ti sei dimenticato precedentemente, ma a casa durante il weekend sei andato sul sito dell’Ikea e hai salvato nella Whish List dove trovare le altre cose.

Ma, momento di panico, non c’e connessione internet nel magazzino. Calo di zuccheri e disidratazione iniziano a farsi sentire, fortunatamente hai in tasca la cioccolata e una bottiglietta d’acqua che ti salva l’umore e ti riporta in carreggiata. Ti connetti con la wi-fi dell’Ikea, e vai avanti.

A metà strada ti rendi conto che non ce la fai a trasportate tutti i mobile, perché un dei membri del tuo team (io) non può sollevare, trasportare, spostare pesi, quindi è tutto sulle spalle dell’Incredibile Hulk (se mi sente, per fortuna non sa l’italiano). Cosi si attiva la terza fase.

Terza Fase (e anche Quarta):

“Si scarica tutto nel furgone e si rientra dall’uscita”

E così si fa, con un umore leggero quasi cantereccio, perché avete l’Ikea in pugno, scaricate il primo round di mobili nel furgone e rientrate dall’uscitaE ripetete il tutto un paio di volte.

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Pulizie

FINE

“Ce l’avete fatta e non ci potete credere che siete ancora assieme, non vi siete cavati gli occhi ma vi amate più di prima.”

Salite sul furgone, vi guardate negli occhi e con un ghigno battete il cinque come vittoria! Siete sopravvissuti ancora una volta all’Ikea! E sperate vivamente di non ripetere questa esperienza. 

Ma purtroppo sapete che prima o poi ci ritornerete 😢!

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