Ma vogliamo parlare un po’ della Brexit??!!

Visto che in questi giorni la BBC e tutti i telegiornali inglesi stanno parlando solo ed esclusivamente della Brexit, mi pare giusto spendere due parole a riguardo, visto che ci sono coinvolta direttamente.

La Brexit! Oh maledetta Brexit!

Della situazione politica del “Deal No Deal” non ne vorrei parlare. Seguo le notizie ma non in modo approfondito altrimenti vado in panico e non capisco più nulla.
Le notizie ci hanno, e ci stanno, facendo terrorismo su quello che può succedere e sulla situazione degli europei che vivono nel Regno Unito.
Per evitare panico e stressare tutti su Facebook e con il mio English Man con minacce: “Faccio le valige e me ne vado”, mi sono iscritta sull’sito del Gov.uk che mi manda regolarmente email su quello che devo fare per poter rimanere e su come e quando applicare per il Settlement Status (la residenza), cioè quel codice a barre che mi tatueranno sul culo per potermi permettere di entrare e uscire al Regno Unito. OLE’!

Ma vi voglio raccontare dov’ero quel fatidico giorno di pseduo-estate inglese.

Il giorno prima della Brexit eravamo in pieno trasloco (una costante della mia vita: il traslocare).

Ci stavamo trasferendo nello Shropshire, stavamo lasciando Bristol e io ero tristissima (ci ho lasciato il cuore a Bristol).

Era giovedì, eravamo in una situazione completamente stressante:

– scatoloni ovunque
– traslocatori in arrivo
– andare dal vicino a tagliare rami dell’albero che si trovava nel nostro giardino che era cresciuto al di là del recinto e copriva parte del suo giardino (stronzo, in un anno non aveva detto nulla e si doveva lamentare giusto il giorno del trasloco)
– coprire dei buchi (altrimenti non ci tornavano la caparra)
– traslocare
– guidare per 3 ore per arrivare nella nuova casetta
– sistemare casetta nuova
– ritornare a Brsitol per finire di pulire la vecchia casa

Insomma più o meno il solito tran-tran da trasloco.

The English Man, quel giorno doveva andare a votare per il Referendum, io ovviamente non essendo cittadina inglese, non ho potuto dire la mia.

Ma quel trasloco, a parte lo stress, andò di male in peggio

– I traslocatori non riuscirono a infilare tutti i nostri pacchi sul furgone, così dovemmo noleggiare un furgone dopo il trasloco per poter prendere via le ultime cose
–  I due buchi si trasformarono in un lavoro da pittore, e dovemmo ridipingere tutta la stanza
– Mentre i traslocatori caricavano i pacchi, noi furbamente, caricammo l’armadio Ikea alto 3 metri sulla nostra mini Suzuki. Lo facemmo entrare per miracolo, The English Man andò in discarica e ritornò incazzato nero: ad una buca l’armadio fece pressione sul parabrezza e CRACK parabrezza rotto
– Il giorno dopo quando tornammo per pulire la vecchia casa a Bristol col furgone a noleggio, caricammo il furgone con tutta l’immondizia da portare in discarica. Per poi scoprire che in discarica non lasciano entrare furgoni (non lo sapevamo)! Così dopo varie bestemmie in ogni lingua, dovemmo scaricare l’immondizia, caricare i pacchi rimanenti, aggiungere l’immondizia e le biciclette e portare il tutto nello Shropshire

E poi c’era sta presenza palpabile ma trasparente che stava li come una tarma a farci pensare: “Chissà cosa succederà domani?? Brexit!”

Il giorno dopo, nella casetta nuova, mi svegliai alle 5.30 di mattina stravolta ma ansiosa. Non volevo vedere le news, ma volevo sapere, come quando c’è una schifezza online, che non vuoi vedere ma allo stesso tempo non ce la fai. Ci pensò il mio telefono intelligente a darmi la bella notizia: il “Leave” aveva vinto, la Brexit aveva vinto!

Tragedia!!!

Guardai la mappa del Regno Unito per scoprire che il blue (colore del Leave) ricopriva tutta la zona di campagna della mia nuova cittadina :/ mentre Bristol e Londra erano in giallo (volevano rimanere in Europa), e mi dissi “Dove diavolo siamo sbarcati??!!”
Mi misi a piangere, ero appena atterrata nel bel mezzo degli anti-europei! Il panico aveva iniziato a salire! E la stanchezza cresceva ancora di più!

Svegliai The English Man per dagli la “bella” notizia, lui assonnato e stanco non ci poteva credere. Non ci aveva dato molto peso, forse come la maggioranza degli inglesi, perché nessuno poteva credere che questa “catastrofe” si potesse avverare!

Litigammo, i nervi erano alle stelle, tra il trasloco e la Brexit eravamo due corde di violino. In più, lui essendo l’unica rappresentanza inglese nella stanza, gli diedi la colpa su quello che stava succedendo, ben sapendo che lui non centrava nulla.

Iniziai a ricevere messaggi dall’Italia:
“Marghe, ma a te che succede?”
“Puoi rimanere?”
“Ti devi sposare?”
“Mi devo comprare un cappellino?”(mia sorella pronta per il mio matrimonio)
“Adesso per rientrare in Italia devi passare dall’Africa?”
“Extracomunitaria”
etc.

La mia risposta era (ed e’ ancora): “BOH??!! Che ne so?!!’ Non avevo (e ancora non ho) la più pallida idea di cosa sarebbe successo (e non si sa ancora nulla adesso dopo più di 2 anni).

Io e The English man, dopo la litigata mattutina, iniziammo a guardare su come sposarci. Momento davvero romantico della nostra vita assieme, parlare di matrimonio per farmi rimanere in UK, non era proprio il modo in cui mi ero sognata il mio matrimonio.
Ma scoprimmo ben presto che anche se ci dovessimo mai sposare, io dovo fare il papiro di carte per la residenza ugualmente, quindi idea matrimonio messa da parte per il momento.
Il mio English Man, preoccupato per la sua situazione, stava pensando di rispolverare le carte di suo padre (che era di origini irlandesi) per poter chiedere il passaporto irlandese.

Bé, dopo due anni dal fatidico giorno, siamo ancora qua e ancora non si capisce un piffero di come andrà a finire. Ho scoperto che Shrewsbury dove abito, la maggioranza non ha votato Brexit come pensavo, quindi non e’ tutto brutto come sembrava.
Ho scoperto che per gli europei che vivono in UK da più di 5 anni, la situazione non dovrebbe essere cosi drammatica, doremmo applicare per la residenza una volta che la Teresa e il Parlamento Europeo si metteranno d’accordo su cosa fare. Ma nel frattempo tutto continua ad essere un bel gran casino!

Ma, fatemelo dire
Chi ne soffrirà di più:
– Il contadino o il pescatore che ha votato per uscire dall’Europa perché stanco di aver a che fare “con tutti gli stranieri che rubano il lavoro agli Inglesi”,  che ovviamente in mezzo ai campi e in mezzo al mare ce ne sono parecchi, ma “purtroppo” perderanno tutti i fondi europei (su cui ci vivono), e ben gli sta (e vaffanculo).
– Gli ultra 80enni, che votarono per il Leave per avere indietro il Regno Unito di 50 anni fa, si porteranno questo “sogno” nella tomba.
– I razzisti e gli ignoranti, be’ quelli ci saranno sempre e avranno sempre qualcosa da ridire conto il diverso, perche’ quando le cose non vanno bene si da sempre la colpa al “più debole”.

Comunque il mondo sta andando a rotoli un po’ ovunque, Italia compresa.
La storia ci insegna, con un pizzico di ottimismo, che queste cose hanno alti e bassi, la ruota gira, c’e’ il bene e il male, lo yin e yang etc.
Ma al momento ci ritroviamo quasi tutti appassionatamente nella merda e alcuni di noi stanno aspettando con ansia che le cose si rivoltino!
E come diceva Oscar Wilde: “We are all in the gutter, but some of us are looking at the stars.”

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2 risposte a "Ma vogliamo parlare un po’ della Brexit??!!"

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